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Dazi statunitensi minacciano l’export agroalimentare veneto

Venezia (giovedì, 3 aprile 2025) — L’annuncio dell’amministrazione statunitense di possibili dazi fino al 200% sulle importazioni di prodotti agroalimentari italiani ha sollevato preoccupazioni tra i produttori veneti. Il Veneto, regione leader nell’export vinicolo nazionale con una quota del 37%, ha registrato nel 2024 esportazioni agroalimentari per un totale di 9,58 miliardi di euro, con una crescita del 17% negli ultimi due anni. Di questo, il comparto vitivinicolo rappresenta 3 miliardi di euro, con il mercato statunitense che assorbe il 21% delle vendite, pari a circa 593 milioni di euro.

di Beatrice Giordo

La Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) di Venezia ha espresso forte preoccupazione per l’impatto che tali dazi potrebbero avere sul settore. La presidente Federica Senno ha sottolineato che i viticoltori locali sono particolarmente allarmati, data la vocazione vitivinicola del territorio. Oltre al vino, anche le commodities come mais, soia e frumento potrebbero risentire negativamente di queste misure protezionistiche.

L’incertezza ha già portato al blocco degli ordini di vini veneti destinati agli Stati Uniti. Produttori di Prosecco, Valpolicella e Pinot Grigio hanno sospeso le spedizioni in attesa di chiarimenti sulle nuove tariffe. Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto, ha evidenziato che molte bottiglie pronte per l’esportazione rimangono ferme nelle cantine, poiché gli importatori americani temono aumenti significativi dei prezzi.

La CIA nazionale ha lanciato l’allarme rosso per l’export agroalimentare italiano, evidenziando che prodotti come il Pecorino Romano, il Prosecco e il sidro sono particolarmente vulnerabili. Il presidente Cristiano Fini ha esortato a un’azione diplomatica decisa per evitare una guerra commerciale che potrebbe compromettere i successi ottenuti nel mercato statunitense, il secondo per importanza per il Made in Italy agroalimentare.

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Last modified: Aprile 3, 2025
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